L’Avvocatura s’è desta?

Accesso agli uffici giudiziari –  Decreto Legge 1/22 – Richiesta incontro urgente.  Richiesta tavolo di confronto.

      Le associazioni Umanità e Ragione, Avvocati Per le Libertà, Avvocati dei Diritti e delle Libertà, Organizzazione Mondiale per la Vita e L’Eretico, unitamente a centinaia di avvocati italiani, all’indomani della pubblicazione in G.U. del D.L. n.1/2022, per il tramite dell’avv. Pia Perricci, hanno trasmesso al Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al Ministro della Giustizia, al Dipartimento degli Affari Giuridici e legislativi, al Presidente del Consiglio Nazionale Forense, all’Unione Camere Penali, a tutti gli Ordini degli Avvocati ed a tutti i Comitati per le Pari Opportunità il seguente invito:

       Nel decreto in questione è indicato all’art. 3 comma b “al comma 4, dopo le parole: «e ai giudici popolari» sono aggiunte le seguenti: «, nonche’  ai  difensori,  ai  consulenti,  ai periti  e  agli  altri  ausiliari  del   magistrato   estranei   alle amministrazioni della giustizia»; ed al n. 3 “3) dopo  il  comma  8  e’  aggiunto  il  seguente:  «8-bis. L’assenza del  difensore  conseguente  al  mancato  possesso  o  alla mancata esibizione della certificazione  verde  COVID-19  di  cui  al comma 1 non costituisce impossibilita’  di  comparire  per  legittimo impedimento.»”

      Principio cardine dell’ordinamento giudiziario è IL DIRITTO DI DIFESA.

      Le norme basilari del diritto italiano, sono date dagli articoli ricompresi nella COSTITUZIONE ITALIANA.

      Abbiamo assistito in questo periodo storico, al depauperamento/distruzione/annientamento della Costituzione Italiana, sulla base di uno “stato di emergenza” che tale non può più definirsi stando a quelli che sono i rapporti ISS, e tutto nel totale silenzio dell’avvocatura italiana, custode legittimata del DIRITTO.

      Si sta assistendo a seguito dell’emanazione del D.L. 1/22, all’abbattimento di uno dei principali diritti, quello DI DIFESA, addirittura giungendo ad asserire, che l’assenza del G.P. “non è legittimo impedimento” per l’avvocato sprovvisto.

     Facciamo parte di una categoria che dovrebbe essere unisona e coesa nella difesa del diritto, indipendentemente da quelle che sono le ideologie scientifiche che ogni singolo componente dell’avvocatura ha!

     E non potrebbe essere altrimenti!!    

     Gli avvocati congiuntamente ai Magistrati sono custode dell’anima del diritto.

     L’avvocato DEVE esercitare il diritto.

     L’avvocato DEVE difendere ed assistere le parti.

     Si badi all’obbligo difensivo dell’avvocato nell’espletamento del proprio mandato.

         L’Avvocato NON deve condividere le ideologie del proprio assistito, ma lo deve difendere!!

       L’Avvocato penalista NON deve condividere ed accettare i reati commessi dal proprio assistito, ma lo deve difendere ed assistere. Il difensore dell’omicida, NON deve condividere il pensiero del proprio assistito, ma lo deve assistere e difendere!

       Principio cardine del nostro ordinamento è L’INDIPEDENZA DELL’AVVOCATO e quindi anche dell’AVVOCATURA e della MAGISTRATURA.

       Questo non significa che gli Avvocati siano legibus soluti ma, in quanto guardiani dei diritti dei cittadini, insieme ai Magistrati, essi sono l’altro elemento fondamentale per il corretto funzionamento del POTERE GIUDIZIARIO insieme alla Magistratura. L’Avvocatura pertanto è chiamata ad assolvere la propria funzione ed a vigilare sull’operato degli altri POTERI.

     Il POTERE ESECUTIVO ha soppiantato il POTERE LEGISLATIVO per giunta partorendo norme NON CONFORMI alla COSTITUZIONE e ai TRATTATI INTERNAZIONALI, violando sistematicamente i diritti fondamentali dei cittadini italiani, e da ultimo anche dei loro Avvocati.

      E allora gli scriventi, NON comprendono sulla base di quale ragionamento e deduzione logica, in questo caso, l’avvocato che svolge il mandato difensivo DEVE condividere – accettare supinamente sul proprio corpo- una presunta scienza NON accertata, e fondata su relazioni, atti e fatti controversi, a fronte di una totale esenzione di responsabilità di chi questa presunta “scienza” la usa ed impone.

       Che dire poi dei Colleghi ultra cinquantenni? Gli stessi appaiono i più penalizzati da queste norme liberticide, visto che ai medesimi viene negato l’accesso non solo ai Tribunali e agli Uffici Giudiziari latamente intesi, ma anche a tutti quegli Uffici Pubblici o Enti che sono il necessario corollario ed ausilio per un corretto espletamento del proprio mandato defensionale (poste, archivi notarili, registri immobiliari, anagrafi comunali, Camere di Commercio, ecc.). In questo caso appaiono chiaramente violati non solo il diritto alla difesa sancito dalla nostra Carta Costituzionale, ma anche i principi di libera concorrenza e di libero mercato su cui si fonda la stessa Unione Europea delle libere professioni.

       Tutto ciò sempre all’insegna di una presunta scienza a tutt’oggi incerta e controversa e/o di uno “stato di emergenza” che tale non può più definirsi.

     Non si può più assistere alla  sconcertante e silente indifferenza dell’intera Avvocatura –  fatta eccezione solo per alcuni rari casi di illuminata chiarezza –

     Con tale previsione normativa, all’Avvocato NON rimane che scegliere:

  1. Rinnegare le proprie convinzioni e i propri principi e sottostare ad un trattamento sanitario obbligatorio, NON garantito, al fine di poter svolgere il proprio mandato;

ovvero

  • Rinunciare a tutti i mandati difensivi, per NON rinnegare se stesso.

        Come verrà pertanto valutata la rinuncia all’ incarico?

      Come potrà il difensore iscritto nelle liste dei difensori d’ufficio, assolvere al proprio onere di presenza in aula durante i turni di reperibilità?

        Si

CHIEDE

Di CONVOCARE un incontro urgente ed immediato, con il CNF,  CSM e con tutte le istituzioni parlamentari al fine di instaurare in TAVOLO DI CONFRONTO, serio, pragmatico, analitico e reale;

        Si

CHIEDE

 che venga dichiarato lo stato di agitazione dell’intera Avvocatura, e della Magistratura con proclamazione dello sciopero ed astensione da tutte le attività.

       Si

CHIEDE

un intervento immediato di tutti gli organi in indirizzo al fine di far risuscitare il diritto e la Costituzione italiana.